• Redazione Traguardi

Allagamenti in città, è ora di interventi radicali

Verona è in ginocchio, inutili gli interventi spot. Servono investimenti ingenti e progetti di lungo periodo, come ai tempi di Camuzzoni.

Vedere le immagini di Verona piegata dalle piogge torrenziali di questo pomeriggio fa male. Una città in ginocchio, strade allagate, alberi divelti, case e negozi rovinati per l'ennesima volta in un'estate di danni pesantissimi.


Già da mesi denunciamo l'inadeguatezza del sistema di scolo delle acque, frutto di infrastrutture vecchie e di mancati investimenti da parte delle giunte degli ultimi anni, ma è evidente che di fronte a eventi di questa portata gli interventi debbano muoversi su un altro piano.


Chi propone poche migliaia di euro per qualche caditoia in più inganna i cittadini: il messaggio incontrovertibile di questa estate, e di quelle precedenti, è che il clima è cambiato e sta cambiando, una verità che solo chi è in malafede può ancora negare. Per questo occorre ragionare su interventi massicci, investimenti ingenti e un piano che renda il nostro territorio e la nostra città capace di reggere e rispondere di fronte a eventi di questa portata, che dobbiamo smettere di considerare come sfortune eccezionali.


Quando, nel 1882, Verona venne colpita da una delle più violente alluvioni della sua storia, la città in ginocchio decise di rialzarsi partendo dal ripensamento radicale delle sue infrastrutture, creando nuovi argini e il canale Camuzzoni.

Ora, seppur per fortuna con danni meno gravi, Verona deve fare lo stesso, trovando la forza e le energie per investire non su facili contentini elettorali ma su interventi duraturi che garantiscano a chi verrà domani una città sicura, bella e resiliente.

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