• Redazione Traguardi

Arena 2020: basta piagnistei, serve un programma ambizioso per sostenere lavoratori e turismo

L'attesa deroga al limite dei 1000 spettatori è arrivata, ma se il programma resta quello presentato da Fondazione Arena, l'estate veronese 2020 non decollerà.


Mentre altri teatri e fondazioni, in Italia e all'estero, hanno già varato programmi ambiziosi per rilanciare la propria attività e salvare il salvabile, Sboarina e Gasdia hanno scommesso tutto il destino dell'estate veronese su un'unica partita: dieci concerti in un'Arena trasformata, con palco centrale e pubblico distribuito su tutte le gradinate. Un azzardo rischioso, e costoso. Non più sul fronte del numero degli spettatori, considerata la previsione contenuta nell'ultimo dpcm che consente alle regioni di derogare sui limiti di pubblico per gli eventi, quanto su quello della tenuta del sistema-Verona.


Perché un programma di dieci concerti, concentrati fra luglio e agosto, non può salvare l'intera stagione turistica. Perché i lavoratori di Fondazione Arena saranno penalizzati, costretti a rimanere ancora a lungo in cassa integrazione e a lavorare solo poche serate. Perché i moltissimi aggiunti, ossia artisti, tecnici e maestranze che ogni anno si mobilitano per mettere in scena l'opera in Arena, rimarranno a casa, senza stipendi, ammortizzatori e tutele. Perché la sostenibilità economica di un concerto in un'Arena a mezzo servizio è tutta da dimostrare, o imporrà di gonfiare i prezzi dei biglietti, mentre eventi più piccoli avrebbero garantito costi gestibili e lavoro per tutti. E infine perché, ancora una volta, nulla si è detto e fatto per assicurare alla città una stagione al Filarmonico all'altezza dell'importanza di Fondazione Arena. Una sconfitta per la musica e per l'economia veronesi, ennesima conferma dell'inadeguatezza di chi guida la città e la sua più importante istituzione culturale.


Oggi Traguardi era accanto ai lavoratori di Fondazione Arena, che da mesi vengono ignorati dalle istituzioni, per sostenere la loro protesta e ribadire la necessità di aprire un tavolo con gli operatori per salvare l'estate veronese con un programma di eventi diffusi che assicurino lavoro tanto ai dipendenti di Fondazione Arena quanto a tutto il comparto turistico «Le dichiarazioni di Zaia di oggi sulle deroghe confermano che il piagnisteo sui tremila spettatori in Arena era uno stratagemma per nascondere l'inadeguatezza di amministrazione e vertici di Fondazione Arena, incapaci di proporre una rassegna adeguata a questi tempi eccezionali come molti altri teatri hanno invece fatto - spiega Francesco Camerani, coordinatore del Gruppo Cultura di Traguardi - Invece di accusare chiunque esprima dubbi legittimi sul calendario 2020 di non amare la città, Sboarina e Gasdia avrebbero dovuto elaborare un programma ambizioso, diffuso sul territorio, coinvolgendo i lavoratori e investendo in comunicazione. Le risorse ci sono, manca la volontà! La stagione estiva, per l'Arena ma anche per il turismo, si salva con un calendario di eventi più piccoli ma numerosi, capace di avere una grande eco internazionale. Non con una decina di spettacoli!» «Anche oggi eravamo accanto ai lavoratori che protestavano contro chi si ostina a considerare Fondazione Arena come un'orchestrina da far esibire nell'anfiteatro e si rifiuta di ascoltarli - prosegue Pietro Trincanato, presidente di Traguardi - In questo modo si umiliano la professionalità e la competenza dei lavoratori e dei tantissimi aggiunti, abbandonati al loro destino senza tutele, ma anche il ruolo culturale fondamentale che una fondazione lirico-sinfonica dovrebbe avere. Siamo ancora in tempo per programmare due mesi di eventi che facciano lavorare albergatori e ristoratori, ma anche musicisti, tecnici, macchinisti e aggiunti, che al momento vedono sfumare un'intera stagione di lavoro. Sboarina si sieda al tavolo e metta in piedi il cartellone gli eventi diffusi di cui la città ha bisogno per rialzarsi. E se davvero vuole rilanciare Verona, come Presidente di Fondazione garantisca da subito un calendario ambizioso per la stagione del Filarmonico!»

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