• Redazione Traguardi

Avanzi di Bilancio per fronteggiare l’emergenza Covid-19: facciamo chiarezza

Aggiornato il: giu 4



Nelle ultime settimane l’Amministrazione comunale ha a più riprese fatto riferimento alla possibilità di utilizzare gli avanzi di bilancio del Comune, stimati in circa 20 milioni di euro, per far fronte alle conseguenze dell’emergenza sanitaria sul tessuto economico e sociale cittadino, e preparare la ripresa.

Si tratta senza dubbio di una possibilità allettante, ma davvero il Comune dispone di tali risorse? Da dove provengono? E come mai possono essere impiegate soltanto ora?

Cerchiamo di capirlo.


L'art. 109 del decreto legge 18/2020 c.d. «Cura Italia» autorizza i comuni a utilizzare la quota libera dell'avanzo di amministrazione per il finanziamento di spese correnti connesse con l'emergenza in corso. Per il Comune di Verona sarebbe senz’altro uno strumento interessante, visto che il consistente stock di avanzo libero, pari a 18.040.138,57 euro, (avanzo dell’esercizio 2018) e a 20.933.059,37 euro (avanzo presunto dell’esercizio 2019), consente di avere in dote una somma importante potenzialmente disponibile, sullaquale altri comuni purtroppo non potranno contare.


Paradossalmente, in questo momento di emergenza ci torna utile l’endemica scarsa capacità delle amministrazioni succedutesi nel tempo a Verona di programmare efficacemente la spesa per investimenti, il cui sintomo più evidente è appunto l’accumulo di un consistente avanzo di amministrazione. Gli avanzi, infatti, altro non sono se non il risultato di spese per investimenti preventivate e approvate dal Comune, ma mai concretizzatesi.


Tuttavia, la possibilità di utilizzo effettivo di questi fondiper fronteggiare l’emergenza in corso non è così immediata come si potrebbe pensare a prima vista; per farlo, infatti, si dovranno osservare precisi passaggi intermedi, previsti dall’attuale normativa.


Il risultato contabile di amministrazione è accertato e quindi utilizzabile con l'approvazione del rendiconto 2019, il cui termine è stato prorogato al 31/05/2020: sarà pertanto necessario convocare, anche a distanza, un Consiglio Comunale per l’approvazione del bilancio. A questo proposito, per semplificare l’operazione Traguardi ha già dato la propria disponibilità a ritirare gli emendamenti presentati, ma a patto che il Comune coinvolga opposizioni, associazioni di categoria ed esponenti del terzo settore nelle decisioni riguardanti destinazione e gestione dei fondi per l’emergenza.


In secondo luogo, il Comune dovrà prioritariamente garantire la copertura dei debiti fuori bilancio. Infine, cosa più importante, bisogna garantire la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Qui si apre un enorme capitolo riguardante la necessità di far fronte alla prevista drastica riduzione di voci di entrata tipiche degli enti locali quali tassa di soggiorno per riduzione delle presenze turistiche, tassa occupazione suolo pubblico per chiusura dei pubblici esercizi, sanzioni codice della strada per assenza di traffico, bigliettazione dei musei per chiusura degli stessi, maggiori accantonamenti al fondo crediti di dubbia esigibilità per mancato incasso di tributi comunali come ad esempio l’IMU, ecc.


Un’ulteriore verifica dovrà poi essere eseguita sulle consistenze di cassa, per evitare di dover ricorrere ad anticipazioni di liquidità; da questo punto di vista il Comune di Verona sembra comunque in sicurezza in quanto la consistenza di cassa al 31/12/2019 ammontavaad euro 116.120.607,85.


Alla luce di queste considerazioni, è realisticamente prevedibile che questi fondi siano stanziabili per far fronte al COVID-19 tra giugno e luglio, cioè dopo l’approvazione del bilancio 2020, del rendiconto 2019 e la salvaguardia degli equilibri di bilancio per prendere atto dell’impatto delle minori entrate comunali.

I fondi per l’emergenza, dunque, ci sono, ma è prematuro stimarne l’entità, che potrebbe essere – purtroppo – anche assai minore rispetto ai 20 milioni di euro annunciati dall’Amministrazione. L’auspicio è che a queste risorse ne saranno aggiunte altre di provenienza regionale, statale o europea e che, soprattutto, i fondi siano investiti in interventi lungimiranti, capaci di far ripartire davvero Verona e di indirizzarla verso un futuro di crescita sostenibile.

Massimo Babbi - Tesoriere di Traguardi - ex revisore contabile del Comune di Verona

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