• Redazione Traguardi

Il futuro di Basso Acquar?: Un green district di serre verticali.


Il progetto Ri-Genera promosso da ENEA sta partendo in Veneto. Traguardi: il Comune colga questa opportunità per rilanciare il quartiere.


Il problema della riqualificazione delle aree produttive dismesse è all'ordine del giorno in tutte le città d'Europa, ma può trasformarsi in una sfida avvincente se la politica decide di prendere l'iniziativa: si tratta di un'occasione perfetta per imprimere la propria visione del futuro e modellare la città che abiteranno i cittadini di domani.


Per Traguardi la transizione ecologica ed energetica sarà il driver del futuro, e Verona deve prepararsi per accogliere e facilitare questo cambiamento epocale, divenendo sempre più attrattiva per investimenti innovativi. Per questo proponiamo all'amministrazione di stimolare la creazione di un vero e proprio green district nell'area di Basso Acquar, che attualmente versa in condizioni di estremo degrado e fatica, pur essendo alle porte del centro, a trovare una sua identità, fra attività chiuse e capannoni dismesse. 


Idee campate per aria? Tutt'altro. ENEA - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile -  ha da poco avviato il progetto Ri-Genera, proprio a partire dal Veneto, che promuove la trasformazione di vecchi edifici abbandonati in nuove "fattorie verticali". La tecnologia delle "serre verticali" consente infatti di dare nuova vita a vecchi edifici dismessi, grazie alla possibilità di coltivare senza suolo, su scaffalature sovrapposte. Le radici, infatti, sono immerse in soluzioni liquide contenenti macronutrienti e mezzi inerti per fornire supporto strutturale, e sono illuminate artificialmente tramite LED che riproducono lo spettro solare, accelerando la fotosintesi. Questa disposizione permette di ottenere alcuni vantaggi rispetto alle colture tradizionali, a partire dalla possibilità di aumentare la resa per area, ridurre il consumo di acqua e abolire completamente l’uso dei pesticidi. 

Il progetto è partito in Veneto e noi crediamo possa e debba essere una possibilità per la nostra città:  un modo efficace non solo per "riempire i vuoti" della città, ma soprattutto per integrare sviluppo sostenibile, innovazione e riscatto dei quartieri. Del resto, si tratta di un'iniziativa perfettamente il linea con il DNA di Verona, il cui territorio ha da sempre una spiccata vocazione per un'agricoltura innovativa e all'avanguardia. Esistono già, nell'area veronese, alcune realtà aziendali che stanno andando in questa direzione, dobbiamo soltanto mettere a profitto competenze e vocazioni comuni per trasformare parti della città da troppo tempo in cerca di una nuova identità.


Enea è già attiva in questo ambito e con il Progetto Ri-Genera sta già studiando applicazioni nel Nord Italia. Verona si candidi, incontrando le richieste dei proprietari alla ricerca di acquirenti, riscattare lo stato di degrado e investire sul futuro.


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