• Redazione Traguardi

Mobilità sostenibile: si può fare di... PUMS

Il commento di Traguardi alla presentazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile: «molti margini di miglioramento, puntiamo sulla fase progettuale»

«Il lavoro fatto dagli uffici tecnici e dai professionisti per la redazione del documento è senza dubbio molto esteso, ma crediamo che il piano presenti incertezze ed abbia ampi margini di miglioramento nella successiva fase progettuale» esordisce Giacomo Cona, segretario di Traguardi.


«A cominciare dalla rilevanza che ha ancora il progetto filovia nel piano, con la pianificazione dell’estensione dei tragitti del filobus a comuni e frazioni periferiche come Parona e San Martino Buon Albergo. Se il Filobus non si farà, come è ormai evidente, che fine fanno tutte le considerazioni tecniche presenti nel PUMS che proprio su tale presupposto si basano? Se il progetto Filovia è rimasto nel PUMS per obblighi di natura normativa, non sarebbe stato opportuno realizzare un documento aggiuntivo che integrasse e modificasse il risultato finale? L’ennesima puntata di una telenovela ormai schizofrenica.


I temi trattati poi sono numerosi ed impegnativi, dal trasporto su rotaia di collegamento provincia-città, ai maxi parcheggi per il decongestionamento del traffico in città, dove la metà delle auto circolanti sono solo di passaggio, fino alla nuova importante rete di ciclabili con 107 km di nuovi percorsi. Su tutti questi manca ancora una visione decisa e chiara.


Gli obiettivi che il PUMS si pone sono ragionevoli ma decisamente modesti: in ben 10 anni, dal 2020 al 2030, si punta a passare da un 5 ad un 12% di ciclabilità ed a ridurre del solo 8% la mobilità su auto lasciando praticamente inalterata la percentuale di utilizzo del trasporto pubblico. Numeri che denotano poco coraggio nel prendere decisioni radicali per lo sviluppo viabilistico di Verona»


«Il PUMS è il primo tassello pianificatore di un percorso che deve vedere però un deciso cambio di rotta in fase progettuale, dove la Giunta deve intraprendere scelte più profonde ed incisive, e con il Consiglio Comunale che apporta al progetto le modifiche necessarie perché rispecchi le esigenze dei cittadini e garantisca uno sviluppo efficace della mobilità sostenibile in città» aggiunge Tommaso Ferrari, consigliere comunale.


«I tempi di realizzazione del Piano si sono protratti a lungo, probabilmente anche rallentati dal Covid, ora è il momento di dare una netta accelerata all’iter e far si che il prodotto finale migliori sensibilmente per qualità e visione. Pensiamo davvero alla Verona del 2030 come una città dove la mobilità abbia un impatto completamente diverso sulla quotidianità dei cittadini, dove i disagi siano ridotti al minimo, le possibilità di spostamento siano moltiplicate e la qualità dell’aria e della vita dei veronesi sia decisamente migliore.


Serve scommettere in maniera più incisiva sul trasporto pubblico, con il riutilizzo delle rotaie e delle reti già presenti, e concentrare l’attenzione sulla decongestione del traffico nelle aree abitate dei quartieri periferici con provvedimenti lungimiranti. Serve, sopratutto, individuare quanti e quali investimenti siano necessari per la realizzazione effettiva dei progetti, e come reperire le risorse economiche che possano sostenere un piano del genere. L’Amministrazione scelga tra il coraggio di migliorare veramente Verona o un timido tentativo di facciata».

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