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  • Redazione Traguardi

Recupero delle fortificazioni, traguardi: “si parta dal bastione delle maddalene”



Il grande afflusso di pubblico alle iniziative connesse alla valorizzazione dei forti conferma l’interesse dei veronesi per un patrimonio troppo lungo abbandonato a sé stesso. Ma se il bastione di Veronetta è già restaurato, perché non fare partire da lì un reale progetto di rigenerazione?


«Siamo felici che l’amministrazione abbia deciso di interessarsi alle fortificazioni, ma anche in questo caso, come sempre quando si tratta di patrimonio culturale, il rischio di soluzioni spot è dietro l'angolo. Per questo, mentre il Comune decide di chiedere ai cittadini di proporre idee e progetti, noi rilanciamo un appello affinché l'unica fortificazione già restaurata e pronta ad accogliere visitatori, il Bastione della Maddalene a Veronetta, torni a vivere!» dichiara Tommaso Ferrari, consigliere comunale, che con il movimento Traguardi ha già da tempo lanciato una raccolta firme per valorizzare questa fortificazioni.


«Molti forti hanno bisogno di essere restaurati per divenire accessibili: è un progetto importante ma per il quale serviranno tempi lunghi e risorse ingenti. Il Bastione delle Maddalene, invece, è già stato recuperato e dal 2012 attende il suo destino, perché il Centro di Documentazione su Verona fortificata somiglia più a una foglia di fico per proteggere l’immobilismo dell'amministrazione che a un vero progetto culturale. Per questo abbiamo deciso di chiedere al Comune di lanciare un bando per progetti di sussidiarietà orizzontale: i cittadini si fanno carico direttamente della cura del bene pubblico, mentre il Comune si occupa di coordinare e gestire. A Verona non mancano le professionalità e le competenze necessarie per proporre un progetto di valorizzazione all’altezza di questo luogo, per trasformare, con una proficua collaborazione fra studiosi, specialisti di didattica e associazioni di volontariato, il Bastione in una fucina di idee e di cultura. Mentre fino ad oggi il bastione delle Maddalene è stato la più classica delle occasioni mancate, una specie di sito fantasma buono solo a far credere, non si sa a chi, che le istituzioni davvero avessero a cuore la valorizzazione del patrimonio tutelato dall’Unesco. Già dai ridicoli orari di apertura, però, si capiva che era tutto un bluff: parzialmente musealizzato ma sostanzialmente privo di attività didattiche, e aperto solo la mattina, fino a ora di pranzo, il Bastione delle Maddalene non è mai stato realmente abitato né dai turisti né dai cittadini che spesso ne ignorano addirittura l’esistenza».


«Gli elementi per fare di questo luogo straordinario un gioiello dell’offerta culturale cittadina ci sarebbero tutti – aggiunge Pietro Giovanni Trincanato, presidente di Traguardi, che coordina il tavolo cultura del movimento civico – basti pensare al luogo dove si trova il Bastione delle Maddalene. A due passi dal Bastione, il nuovo campus di Santa Marta ha ridato respiro alla zona, accrescendo l’attrattività del quartiere, e sono moltissime le iniziative private per rivitalizzare questa parte della città splendida e poco conosciuta. Il Bastione delle Maddalene potrebbe diventare il polo culturale di questa zona di Verona, un centro dove scoprire la straordinaria storia dello sviluppo urbano scaligero, grazie a spazi versatili e a un allestimento necessariamente “leggero” per rispetto al luogo».


«L’unico modo per rendere un quartiere sicuro, è renderlo vivo - così Beatrice Verzè, consigliere di Verona Civica – Traguardi in Quinta circoscrizione - Il quartiere di Veronetta è il quartiere più dinamico della città e il Bastione delle Maddalene è e deve essere anche lo strumento per alleviare i, pochi ma presenti, problemi di sicurezza che insistono sul quartiere». «In occasione del dibattito sul bilancio comunale – prosegue il consigliere comunale Tommaso Ferrari – avevo chiedo di stanziare di 35.000 euro, per garantire almeno l’apertura pomeridiana del sito, la cui gestione è attualmente affidata ad Agec con un contratto già in proroga. La proposta, che è stata bocciata, verrà ripresentata dal nostro movimento, ma ci rendiamo conto che non basta: il Bastione delle Maddalene non ha soltanto bisogno di guardiani che aprano e chiudano le porte, ma di diventare un luogo vivo, animato, produttore di cultura a beneficio dei cittadini, del quartiere che lo ospita e anche dei turisti».

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